ATTIVITA'

BLUM E I SUOI AMICI

La Pet-Therapy viene utilizzata in favore dei genitori detenuti e dei figli minori (che comunque, insieme ai loro bambini, sono sempre stimolati a coinvolgersi nelle attività) nell’occasione in cui accedono nell’Istituto penitenziario per effettuare i colloqui settimanali con i congiunti ivi ristretti. I bambini vengono introdotti in un’area dedicata dove, insieme ai genitori detenuti stessi, vengono coinvolti in attività di socialità con animali domestici, sotto la guida di un team di esperti. Gli obiettivi principali sono: quello di favorire l’aggregazione affettiva del nucleo familiare durante i colloqui, coinvolgendo i bambini, ad esempio, nel momento in cui i loro genitori sono impegnati nella discussione sui problemi quotidiani, burocratici od economici che si trovano – a distanza – ad affrontare, ma soprattutto quello di temperare l’impatto della struttura carceraria sui minori che vi fanno ingresso e di accompagnare il momento dell’uscita, ovvero del distacco dalla figura genitoriale, preservando per quanto possibile la personalità dei minori dalla traumaticità dell’impatto con l’Istituzione penitenziaria. In questo senso gli animali, durante la visita, fungono da veri e propri ‘mediatori familiari’, ed anche da distrattori nonché da supporto emotivo transizionale durate le entrate e le uscite. Costituiscono, inoltre, l’occasione per educare ad un rapporto costruttivo con l’ambiente e la natura, affinché i bambini imparino a non avere paura della diversità, a rispettare le esigenze naturali dell’animale (quello che può e deve mangiare, ad esempio), ad impartire disposizioni di comportamento rispettose del loro istinto. L’operatività progettuale, prevede che gli interventi siano oggetto di un accurato monitoraggio che consenta di rilevarne l’efficacia sul benessere psico-fisico dei bambini e dei genitori detenuti (in termini di sostegno a vivere i limitati spazi di genitorialità). L’azione intende non solo consolidare la tradizionale attenzione degli Istituti per le problematiche connesse al vissuto genitoriale dei detenuti ed all’accoglienza dei minori, ma costituire un elemento di innovazione rilevante anche dal punto di vista scientifico, nell’ottica di una diffusione dei risultati promotrice di repliche e di buone prassi. Prevediamo degli incontri da due ore ciascuno (la frequenza degli incontri sarà concordata con il personale della struttura), nei quali lavora un team di 4 persone: psicologo abilitato, istruttore cinofilo, veterinario, operatore pet therapy + animale.

Circa 14 detenuti.

OBIETTIVI GENERALI:

  • Promuovere la relazione con un cane come occasione per acquisire responsabilità ed empatia.

  • Migliorare il livello di autostima, variabile significativa per il conseguimento di nuove abilità cognitive ed emotive.

  • Rafforzare il sistema motivazionale al fine di migliorare la capacità di auto-realizzazione.

  • Favorire la socializzazione tra detenuti e il personale di custodia.

  • Riduzione dell’aggressività in situazioni critiche.

  • Gestione della rabbia.

Programma del Laboratorio

Presentazione delle attività di Pet Therapy

· cosa sono

· quali le differenze

· benefici

· situazioni non adatte

Il Conduttore

· come presentarsi

· come progettare e programmare una visita

· come collaborare con l'equipe della struttura (medici, terapisti, educatori, psicologi, ecc.)

· responsabilità del Conduttore

Gli animali

· come presentare un animale, requisiti igienico-sanitari

· come valutare un animale

· oltre ai cani quali animali sono idonei alle attività di Pet Therapy

Riconoscere i segnali di stress

· dell’animale

· degli utenti

· del conduttore

Gli Utenti

· come relazionarsi all’utente

· scelta della Struttura ideale alla nostra indole e all’indole del cane

· quali Strutture

Esempi pratici degli interventi degli Operatori di pet therapy in diverse realtà e Strutture

Laboratori Cinofili

· cosa sono

· come progettarli e realizzarli

· Fattorie didattiche

· Laboratori Cinofili

L’educazione del cane da Pet Therapy

educazione di base: condotta al guinzaglio, svolta a destra e a sinistra, seduto, terra, resta, richiamo, il valore del no (leave it)

· lezioni pratiche di educazione di base, socializzazione e sensibilizzazione ai rumori

Scelta del cane

· caratteristiche caratteriali dei cani

· periodi sensibili

· stimolazione precoce del cucciolo

Protocollo di formazione di un cane da impiegare in programmi di Pet Therapy

La parola al Medico Veterinario

· la pulizia dell’animale

· le zoonosi

· prevenzione malattie

· il certificato di buona salute

Incontro con il pedagogista

Le disabilità e le varie patologie che andremo a incontrare nelle strutture


 

 

“BABY MEGGHY”

L’intervento vede coinvolti circa 20 bambini di un’età compresa dall’anno ai tre anni, suddivisi in due gruppi in base alle fasce d’età e alle tappe evolutive. Il progetto d’intervento si sviluppa  seguendo il percorso dei bambini,  sia in funzione ai periodi di sviluppo, sia in funzione alle caratteristiche della scuola.

OBIETTIVO.

l’idea è quella di strutturare i 6 incontri previsti, ciascuno con un obiettivo specifico da toccare in funzione dell’età evolutiva dei bambini presenti nella scuola.

Questo perché riteniamo che gli interventi di Pet Therapy o Pet Education devono essere strutturati e devono mediare quelle che sono le peculiarità nello sviluppo dei bambini. Si toccano concetti come il momento della nanna, la cura del cane, come preparare cibo e acqua, come giocare e toccare il cane. Tutti concetti che vanno a concertare alcuni aspetti importanti:

– L ‘ingresso di un diverso (e parlo degli operatori, ma anche e soprattutto del cane, inusuale per un bambino nel contesto protetto che è l’Asilo)

– L’approccio con il diverso. I primi contatti, le prime carezze (corrette e scorrette), che aprono il bambino all’esplorazione e aumentano le competenze tattili e la sensibilità

– L’incontro e la percezione di qualcosa che non è un peluche, ma è vivo, si muove, è peloso, è bagnato. Può essere sporco, può fare schifo e può fare anche paura. Ma allo stesso tempo il cane diventa elemento altamente attrattivo, motivatore di attività, di giochi, di nuovi apprendimenti e di nuove conquiste. Ad esempio la conquista progressiva dell’autonomia, della capacità e sicurezza esplorativa, del senso di efficacia.

– Contatto con la realtà. L’ingresso di tanti cani e tutti differenti, apporta una crescita emotiva nei bambini, perché vengono in contatto non solo con cani altamente preparati, ma anche con cani veri / reali che effettivamente potrebbero incontrare fuori per strada.

Gli incontri con i cani “normali” sono momenti, oltre che gestiti e controllati nella loro totalità, che contribuiscono a far entrare il reale e quotidiano nell’Asilo, invece che creare la visione dei cani “perfetti” come possono essere i cani preparati alla pet therapy. Questi ultimi fondano le basi per un incontro tra questi due mondi (quello dl bambino e quello del cane, che hanno migliaia di aspetti comuni), ma che non rappresentano effettivamente l’immagine del cane vero, quello che si trova per strada.